Case a 1 euro, funziona il recupero nei piccoli borghi

22-05-2019Casa

L’Italia è ricca di storia, di cultura e di piccoli borghi che con l’inesorabile cambiamento sociale si sono svuotati degli abitanti che un tempo li popolavano. La crisi abitativa che il Paese sta vivendo propone da una parte città ad alta densità di popolazione, con grandi difficoltà nel trovare una casa sia in affitto che per la compravendita e, dall’altra, paesi che hanno perduto migliaia di cittadini, riversatisi nei centri urbani. Da alcuni anni a questa parte diverse iniziative hanno incentivato il recupero delle vecchie abitazioni dei piccoli centri rurali, borghi medievali e comuni che hanno subito uno spopolamento importante. Tali realtà mantengono un fascino unico e antico, che grazie al progetto case a 1 euro stanno ritrovando l’antica bellezza ma, soprattutto, quello splendore che si è letteralmente sgretolato a causa dell’abbandono degli edifici. Ma come funziona l’acquisto della case a 1 euro?

L’Italia dei piccoli borghi

Dalla Sardegna alla Sicilia, dal Piemonte alla Toscana e passando per Campania, Abruzzo, Marche e Puglia, in tutta Italia si è sviluppato un meccanismo incentivante per l’acquisto di abitazioni appartenenti a comuni quasi disabitati e piccoli centri con un grande patrimonio architettonico oramai in disuso. L’idea vede i comuni interessati, ai quali sono stati ceduti gli immobili in donazione, mettere in vendita le abitazioni alla cifra simbolica di 1 euro. Chi acquista avrà precisi regolamenti da rispettare per poter usufruire appieno dell’immobile. Anzitutto la ristrutturazione completa della casa, in genere una cifra stimata tra i 20 e i 25mila euro. L’acquirente dovrà sostenere le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento, e dovrà far partire i lavori entro due mesi dall’arrivo dei vari permessi. Naturalmente alcuni dettagli variano a seconda del comune scelto per l’acquisto.

Dove si è sviluppato il mercato delle case a 1 euro?

In Sardegna troviamo case in vendita ad 1 euro nei comuni di Montresta, Ollolai e Nulvi. In Toscana i comuni che partecipano all’iniziativa sono quello di Fabbriche di Vergemoli e Montieri. In Sicilia, Mussomeli, Gangi, Regalbuto, Salemi, Sambuca e Bivona. In Piemonte è presente con Borgomezzavalle. Ancora, in Puglia a Caprarica di Lecce, nelle Marche a Cantiano, in Abruzzo a Lecce nei Marsi e nel Lazio a Patrica. In Campania ha aderito il comune di Zungoli.

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