Il mutuo conviene grazie all’euro e ai bassi tassi della Bce

13-06-2019Finanza

La Banca Centrale Europea lascia oramai invariati i tassi di interesse, permettendo a diversi settori economici di riprendersi dalla crisi. Tra questi, ne giova il mercato immobiliare che, grazie alla politica dei tassi bassi, vede gli istituti di credito rilasciare mutui a cittadini che pagheranno di meno, certamente rispetto a prima dell’introduzione della moneta unica.

Infatti, il potere di chi acquista con un prestito è aumentato rispetto al 1999 e, salvo sorprese in arrivo dal differenziale Btp/Bund, il famigerato spread, il tasso fisso per i mutui a 20 anni è quotato a 1,02%, quello a 30 anni a 1,07%. Le percentuali si riferiscono al parametro Eurirs e, in sostanza, i tassi nominali possono variare tra percentuali dell’1,30% e mai superiori al 3%.

I mutui, insomma, sono decisamente convenienti per quanto riguarda il tasso fisso. Ma la sorpresa, nonostante le voci comuni dicano il contrario, è che anche il tasso variabile risulta vantaggioso: alle condizioni attuali, con quest’ultima modalità si possono rimborsare rate più alte rispetto agli interessi, aspetto diametralmente opposto nel caso del tasso fisso. In questo caso si pagano più interessi e, di contro, si ripaga meno capitale. La sostanziale differenza la si denota nelle tempistiche del rimborso del mutuo: i datti suggeriscono che nel breve periodo (ad esempio, un mutuo a 10 anni) sia meglio puntare sul tasso variabile, mentre sui 30 anni la carta vincente risulterebbe essere il fisso.

In questo contesto, il mercato immobiliare italiano risulta essere in salute. Interessante l’aumento degli acquisti per investimento. Questo trend vede i rendimenti lordi delle locazioni residenziali intorno al 4-5%. A Milano, ad esempio, c’è tanta domanda ma poca offerta: in pratica, sono numerose le persone in cerca di affitti e la disponibilità dei proprietari è scarsa. Questo porta all’aumento dei prezzi dei canoni, con guadagni in crescita per i titolari degli immobili.

Un altro dato interessante, che dimostra la ricerca di case di qualità, è quello legato all’aumento delle vendite in cantiere: nelle prime otto città italiane c’è stato in media un incremento del 9,4%. Nelle singole città, vediamo Roma al 13%, Napoli più del 15%, Milano al 14,5%.

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