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Mercato immobiliare fuori dalla crisi

Sembra essere tornato il sereno sul mercato immobiliare italiano che, dopo anni di crisi e il tonfo del 2012, ha recuperato la negatività fino a raggiungere i livelli di 8 anni fa. L’Istat, l’istituto nazionale statistico, ha analizzato gli ultimi anni, le flessioni e i cambiamenti del settore, andando a scoprire che nel quarto trimestre 2018 l'indice destagionalizzato delle compravendite registra un'accelerazione della crescita del mercato immobiliare che, a livello nazionale, raggiunge i valori medi del 2010, trainato dalle transazioni rilevate nel Nord del Paese. Per dare un dato, a fine 2018 la crescita trimestrale ha segnato il +4,7% rispetto al 2017, trend delle compravendite in continua crescita dal 2014.

Calo dei prezzi

Il costo delle abitazioni è in calo costante da diverso tempo. Ciononostante, negli ultimi 4 anni il prezzo delle case ha avuto una discesa più attenuata, scendendo di 1,5 punti dall’inizio del 2015. È necessario sottolineare che l’indice dei prezzi è decrescente per le case già esistenti, ma tutto cambia per gli immobili di nuova costruzione. In questo caso, infatti, il valore è passato dal 99,5 di inizio 2010 al 101,5 del 2018. Case nuove e tecnologicamente avanzate, coibentate e attente al risparmio energetico vengono predilette rispetto ai vecchi immobili, spesso trascurati e bisognosi di ristrutturazioni importanti.

E gli affitti?

Secondo gli ultimi dati, gli affitti brevi sono in crescita. Il motivo scaturisce dai cambiamenti sociali e dai flussi turistici. Con il continuo espandersi delle tecnologie sugli smartphone e i servizi per i turisti, sempre più autonomi, chi ha una seconda casa la affitta facilmente per brevi periodi. In tutta Italia, da Expo 2015 in poi si è vista una crescita degli affitti brevi, con il turista che bypassa i circuiti delle agenzie di viaggio per crearsi un pacchetto vacanza da solo. Il fenomeno è diffuso in tutto lo stivale e nelle isole, con l’esposizione universale di Milano che ha in qualche modo lanciato la nuova modalità di affitto, sempre più diffusa.

Europa, come sta andando il mercato immobiliare

La crescita delle città e dei singoli quartieri va di pari passo con l’aumento della connettività tra le varie zone. Questo fattore porta all’aumento della richiesta di case (sia per affitto che per la vendita) che, di pari passo, migliora lo stato di salute del comparto immobiliare. Questo esempio è lampante prendendo il caso specifico della città di Milano, dove la crescita della domanda di affitti si allinea con la richiesta di nuove abitazioni, sempre più attente al clima e alla posizione geografica di vicinanza alle reti del trasporto pubblico.

Milano, ad esempio, è nella stessa categoria di città europee di valore e prestigio come Stoccolma, Bruxelles, Parigi o Berlino, dove la scarsa offerta di alloggi porta ad una crescita del prezzo degli affitti. Questa indicazione permette di realizzare una previsione positiva di sicuro interesse per chi è deciso ad investire nel mattone. Qualche dato numerico: entro il 2030 si stima una crescita di popolazione nelle città appena menzionate pari a 400.000 persone. C’è, dunque, sempre più bisogno di abitazioni.

A Parigi è in fase di grande estensione la metropolitana: 200 nuovi chilometri di connessioni con spazi ancora non raggiunti, che permetteranno la crescita ulteriore della città e il miglioramento dei servizi per quelle zone. Ciò significherà anche investimento di capitali per la costruzione di spazi per aziende e cittadini, che nei primi anni potranno giovare di canoni più bassi. Il progetto parigino è stato ribattezzato Gran Paris, dove i valori saranno inferiori almeno del 60% rispetto a quelli del distretto centrale della capitale francese.

Per quanto riguarda prettamente il mercato commerciale europeo, nel 2018 sono stati investiti 54 miliardi di euro. Si valuta che questa cifra crescerà dell’1,3% nel 2019. C’è da dire che nel 2015 gli investimenti erano pari a 64,5 miliardi di euro: un calo sensibile causato da diversi fattori — in primis la cautela degli investitori su tutto il continente europeo — ma che ora si è arrestato. Ecco perché dal 2020 in poi le previsioni di investimento nel mercato commerciale europeo sono rosee.

L’Internet of Things e la casa: una rivoluzione digitale

Ormai si sta sempre più diffondendo la tecnologia digitale, che non riguarda più solo i nostri smartphone ma persino il luogo dove abitiamo: la casa. La gestione in remoto dei vari dispositivi della nostra abitazione è la vera rivoluzione, dove le macchine rispondono alle esigenze degli esseri umani, o tramite una impostazione predefinita o al nostro richiamo digitale.

La lavatrice, la lavastoviglie, l’impianto di condizionamento, l’irrigatore del giardino: tutti questi sistemi possono oggigiorno essere connessi ad internet. Grazie alle app sul nostro telefonino (che è un vero e proprio computer) possiamo accendere in remoto tali dispositivi. Se vuoi tornare a casa e trovare il fresco nelle torride giornate estive italiane ma ti sei dimenticato di impostare il timer di accensione del condizionatore, detto fatto: con l’app sullo smartphone puoi avviare anche a 1000 chilometri di distanza lo split in camera da letto o in soggiorno. Se invece vuoi far partire la lavatrice in un orario consono (e non nel cuore della notte, rischiando di svegliare il tuo vicino) con un click sul telefonino imposti il tipo di lavaggio che desideri.

Questi sistemi sono diffusi in molti Paesi del mondo ad alta tecnologia e anche l’Italia sta andando in tale direzione. Con l’arrivo della tecnologia 5G questo sarà ancora più reale, visto che la velocità della rete permetterà di compiere azioni sbalorditive. Ad esempio, con una velocità di internet (e dunque di trasmissione dati) più veloce il doppio di quella attuale, i tempi di risposta dei macchinari sarà immediato. Uscendo fuori dalla dinamica casalinga, ad esempio, si potrà implementare ulteriormente la guida senza conducente e persino le operazioni chirurgiche a distanza, con tempi di movimento del robot posto dall’altra parte del mondo pari a quelli che si fanno in loco.

Con l’Internet of Things si rivoluzionano tanti aspetti della società e la rete 5G darà ulteriore spinta alle varie tecnologie. La misurazione immediata di dati macroscopici aiuterà vari dispositivi ad adattarsi al contesto, come la sensibilità umana al calore o al freddo e all’umidità. Non solo: grazie all’unione di telecamere, sensori e rilevatori vari si potranno comprendere molteplici dinamiche che per migliaia di anni potevano essere capite solo dall’essere umano. Ora le nuove tecnologie saranno di supporto ulteriore agli uomini, che potranno appoggiarsi su sistemi progettati per migliorare la società nella quale viviamo, partendo proprio da casa nostra.